16 maggio 1903 nasce Ugo La Malfa

Ugo La Malfa nasce a Palermo il 16 maggio 1903. Si diploma in ragioneria e prende la licenza del liceo classico che gli consente l’iscrizione all’Università di Cà Foscari di Venezia. Sceglie la facoltà di Scienze diplomatiche e consolari con i professori Gino Luzzatto e Silvio Trentin. Conseguite due borse di studio continua gli studi a Roma.Tramite Trentin conosce Giovanni Amendola e aderisce all’Unione Nazionale Democratica.

Nel 1926 consegue la laurea in Giurisprudenza con Francesco Carnelutti e si dedica alla politica, collaborando al giornale “Il Mondo” di Giovanni Amendola. Quest’ultimo muore nel 1926, a seguito delle percosse subite dai fascisti. Nello stesso anno La Malfa viene espulso dal corso allievi ufficiali dell’esercito per propaganda antifascista.

Nell’aprile del 1928, insieme a Pilo Albertelli, viene arrestato per cospirazione contro il regime. La pena in seguito viene tramutata in diffida e La Malfa si trasferisce a Palermo, dove lavora al Centro Studi del Banco di Sicilia.

Dopo pochi anni viene assunto a Roma come redattore della Enciclopedia Treccani diretta da Giovanni Gentile, e nella capitale stringe amicizia con Federico Chabod e Guido Calogero.

Nel 1933 è chiamato da Raffaele Mattioli a Milano nell’ufficio studi della Banca Commerciale italiana, dove conosce Giovanni Malagodi, Guido Carli, Enrico Cuccia e Cesare Merzagora. In questo ambiente approfondisce i suoi studi di economia e viene a conoscenza delle dottrine del laburismo, del New Deal e delle moderne teorie di Keynes.

La Banca Commerciale, sotto la guida illuminata di Raffaele Mattioli, è un laboratorio di studi e un covo di antifascisti. Intanto La Malfa entra in contatto con il gruppo di Rivoluzione Liberale di Piero Gobetti e con esponenti del movimento Giustizia e Libertà.

Nel 1942, in piena clandestinità, nasce il Partito d’Azione promosso da Ugo La Malfa, Ferruccio Parri, Riccardo Lombardi, Adolfo Tino e altri.

Nel 1943 La Malfa, ricercato dalla polizia fascista e dai tedeschi, fugge in Svizzera per sottrarsi all’arresto. Torna, poi, a Roma per organizzare con Riccardo Bauer la Resistenza del Partito d’Azione contro i nazi-fascisti.

Dopo la liberazione, viene eletto in tutte le legislature alla Camera dei Deputati. A seguito dello scioglimento del Partito d’Azione, entra nel Partito Repubblicano Italiano diventandone segretario politico. Ugo La Malfa e gli altri azionisti portano nel P.R.I. rinnovamento e modernità.

Lo storico Partito risorgimentale, sotto la sua guida, si caratterizza in materia economica per le proposte originali e moderne. Basti ricordare la politica dei redditi, la programmazione economica e il richiamo all’austerità nei periodi in cui domina il consumismo. La Malfa assume l’incarico di ministro in molti governi del dopoguerra, dimostrando competenza e alto senso dello Stato.

Quale titolare del Ministero del Commercio con l’Estero, prende con coraggio la decisione di liberalizzare gli scambi internazionali, che si rivelerà fondamentale per lo sviluppo e favorirà il miracolo economico italiano.

La Malfa favorisce l’avvento del centrosinistra. Grazie a tale scelta vengono effettuate molte riforme come la nazionalizzazione dell’energia elettrica, l’istituto regionale, il divorzio ed altro. La laicità dello Stato è sostenuta con impegno. In politica estera appoggia senza riserve l’adesione al Patto Atlantico e alla politica europeista.

Sono rimasti famosi i suoi dibattiti con Giorgio Amendola, Pietro Ingrao e Giovanni Malagodi. Nei suoi discorsi, anche in quelli tecnici inerenti all’economia, si distingue per calore e passione. Per quella generazione la politica era anzitutto cultura. Come ministro del Tesoro, nel 1973 si oppone decisamente alla richiesta dell’aumento di capitale della Finambro, bloccando così, le manovre oscure del banchiere Michele Sindona.

Muore il 26 marzo 1979, con il compianto anche di coloro che l’avevano avversato. L’Italia perde un grande statista.

Vittorio Cimiotta

Per approfondire si vedano i suoi scritti:

“Scritti (1953 – 1958)” a cura di Giancarlo Tartaglia con introduzione di Piero Craveri, Mondadori, Milano, 1999; “Scritti (1925 – 1953)” a cura di Giancarlo Tartaglia, con introduzione di Leo Valiani, Mondadori, Milano, 1988; “Discorsi parlamentari 1946 – 1957 e 1958 – 1978” (2 vol.), Camera dei Deputati, Roma, 1986; “I fondamenti morali della convivenza”, Ufficio Stampa del Partito Repubblicano Italiano, Roma, 1975; “Intervista sul non governo” a cura di Alberto Ronchey, Laterza, Bari, 1977; “Ideologia e politica di una forza della sinistra”, Il Saggiatore, Milano, 1968

Si vedano inoltre gli studi su di lui:

“Ugo La Malfa : il sogno della Repubblica : lettere, testimonianze, scritti di Ugo La Malfa” raccolti da Paolo Castagna, Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Ugo La Malfa, Palermo, 2003; “Ugo La Malfa. Commemorazioni nel centenario della nascita”, Camera dei Deputati, Roma, 2003; “Ricordo di Ugo La Malfa”, Camera dei Deputati, Roma, 1999

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