26 maggio 1944: un fascista della Banda Koch assassina Eugenio Colorni

Un fascista della banda Koch, in via XXI Aprile, assassina Eugenio Colorni[1], della Brigata Matteotti, mentre sta lavorando all’edizione clandestina dell’ “Avanti”.

Al Sanatorio Ramazzini, al Quadraro, vengono portate molte armi da Bandiera Rossa. A Valmontone le truppe Alleate, provenienti da Cassino, si uniscono a quelle provenienti da Anzio.

Attacco ai fascisti del battaglione M che stavano mettendo in atto un rastrellamento in via Maria Adelaide.

Sono sospese le linee degli autobus 103 e 205.

A Gallicano i partigiani uccidono 5 soldati tedeschi.

Ad Ara del Sorbo, nel reatino, vengono fucilati 15 civili abitanti nei comuni limitrofi.

Aldo Pavia

(nella foto Eugenio Colorni)

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[1] Eugenio Colorni (1909-1944). Intellettuale e studioso di filosofia della scienza. Di origine ebraica, inizialmente orientato al sionismo. Poi si avvicina al pensiero dei fratelli Rosselli e al Centro interno del Partito Socialista. Arrestato a Trieste, dove insegnava, nel 1938. Confinato a Ventotene ove collabora con Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi all’elaborazione del “Manifesto di Ventotene” “Per una Europa libera e unita”. Confinato poi a Melfi, da dove fugge nella primavera del 1943. A Roma, dopo il 25 luglio 1943, è tra i fondatori del Movimento Federalista Europeo. Dopo l’8 settembre entra nella Resistenza romana nelle file del PSI. Buona parte della sua attività è dedicata alla stampa clandestina socialista, come redattore dell’ Avanti. Medaglia d’Oro al Valor Militare.

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