21 dicembre 1943: viene arrestato Alberto Cozzi, appartenente alla “banda Colleoni” di orientamento repubblicano

Viene arrestato Alberto Cozzi, appartenente alla “banda Colleoni” di orientamento repubblicano, tradito da Biagio Roddi[1], sedicente partigiano di Bandiera Rossa in realtà stipendiato dalle SS.  Cozzi, portato dapprima a via Tasso poi a Regina Coeli, viene condannato a 7 anni di carcere. Assassinato alle Ardeatine, Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Viene ferito, dalla Guardia di Finanza, Edoardo Di Sanzo, mentre tentava di impadronirsi di un sacchetto di farina.

Viene proibito l’uso delle biciclette dalle 17 fino al mattino.

Paracadutisti tedeschi rastrellano circa 300 uomini trovati nel raggio di 4-5 chilometri dal ponte Sette Luci, concentrandoli nel campo della stazione radio di Santa Palomba, vicino a Pomezia. Rilasciati dopo alcuni giorni, salvo una ventina portati al Villaggio Breda a Roma.

A Erba (Como) viene fucilato Giancarlo Puecher, Medaglia d’Oro al valor militare. Suo  padre, deportato, morirà a Mauthausen.

Aldo Pavia

(nella foto Alberto Cozzi)

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[1] Biagio Roddi, cavalleggero presso il Quarto Squadrone del Reggimento Genova a Fiume, dopo l’8 settembre era tornato a Roma. Dopo la liberazione, venne condannato all’ergastolo. Poiché ritenuto “mosso da fini di lucro” non potè godere dell’amnistia del giugno 1946. Fu lui, in uno degli interrogatori che subì, a dichiarare di aver ricevuto dalle SS uno stipendio mensile. Dopo che gli venne ridotta la pena, uscì dal carcere nel 1953 per sopraggiunto indulto. Panzieri Donatella, op. cit. pag.64.

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