20 settembre 1943: una bomba a miccia rapida provoca “diversi morti” nella caserma della milizia fascista in via Eleonora Duse

Vengono chiamati alle armi gli appartenenti alle classi dal 1920 al 1924.

Il Ministero dell’Interno ordina che gli appartenenti alle classi 1921 – 1925 vengano avviati al “Servizio del lavoro Obbligatorio”. Dei 16.400 romani previsti,  se ne presenteranno solo 455.

Una bomba a miccia rapida provoca “diversi morti” nella caserma della milizia fascista in via Eleonora Duse. L’azione viene organizzata e condotta da Pilo Albertelli[1] e da Giovanni Ricci, entrambi del Partito d’Azione. E’ questo il primo atto di guerriglia a Roma.

Intanto le SS si impadroniscono della riserva aurea italiana: 119 tonnellate di oro,per un valore pari a 2 miliardi di lire, custodite nella Banca d’Italia in via Nazionale. Ne verranno ritrovate in Germania, dagli Alleati, solo 93.[2]

I tedeschi minano tutta la fascia di terra da Ostia fino al fiume Garigliano, distruggendo case, aziende, opere pubbliche. Sabotaggio ai tralicci della radio alla Magliana.

Aldo Pavia

(nella foto Pilo Albertelli)

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[1] Pilo Albertelli (1907- 1944). Arrestato per propaganda antifascista nel 1928. Condannato a 5 anni di confino. Dopo l’armistizio , con Bauer e Lussu, costituisce i primi gruppi di Giustizia e Libertà.  Membro del Comitato militare del CLN. Arrestato l’1 marzo 1944 dalla banda Koch. Assassinato alle Ardeatine. Medaglia d’Oro al Valor Militare.

[2] Dapprima quanto razziato venne portato nella sede milanese della Banca d’Italia, poi nel Trentino a Fortezza.

 

 

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