12 settembre 1943: due paracadutisti tedeschi liberano Mussolini che viene portato in aereo in Germania da Hitler

Alle 10 del mattino, i paracadutisti tedeschi di Harald Mors e di Otto Skorzeny[1] liberano Mussolini a Campo Imperatore, in Abruzzo, dove era stato segretamente inviato da Badoglio. Da Pratica di Mare, il duce viene portato in aereo in Germania, a Monaco di Baviera e poi al Quartiere Generale di Hitler, a Rastenburg dove incontra il Führer.[2]

Il generale tedesco Kesselring fa insediare a Roma forti reparti di polizia e annuncia la proibizione di scioperi. Chi li avesse organizzati, ritenuto sabotatore, sarebbe stato portato in giudizio sommario e fucilato. Stessa  sorte per i partigiani.

Viene proibita la corrispondenza privata e vengono sottoposte a sorveglianza le comunicazioni telefoniche.

Gli operai sono “invitati” a lavorare volontariamente per i tedeschi.

Scontri armati a Porta Pinciana tra militari della “Piave” e tedeschi.

Il tenente colonnello delle SS, Herbert Kappler, stabilisce in uno stabile di via Tasso, già sede dell’ufficio culturale dell’Ambasciata tedesca, la sede della Gestapo e delle SS di Roma e del Lazio. Al numero civico 145 viene costituita l’ala destinata a caserma delle SS, mentre al 155 viene organizzata la prigione. Qui vengono murate tutte le finestre in modo da impedire qualsiasi possibile contatto con l’esterno. Nel pomeriggio, alle 17, viene uccisa Maria Ciraldi, abitante in via del Grano 34, mentre con altre donne raccoglieva legna per cucinare all’interno del campo di aviazione di Centocelle. I tedeschi portano poi il corpo nella sua abitazione. Il Commissario capo di P.S. del Quadraro, Salvatore Maranto, dispone per il trasporto all’obitorio.

A Barletta i tedeschi fucilano 11 vigili urbani e 2 spazzini.

Aldo Pavia

_____________________________________________________

[1] Per questa impresa Skorzeny riceverà una telefonata di  Hitler, sarà promosso di grado e gli verrà conferita la Croce di ferro.

[2] Gli dirà Hitler: “Se fossi stato la vostro posto forse niente mi avrebbe trattenuto dal farmi giustizia con le mie mani”. Giorgio Bocca, Storia dell’Italia partigiana. Settembre 1943-Maggio 1945. Feltrinelli 2012. pag. 230 e nota pag. 563.

  • 00

    giorni

  • 00

    ore

  • 00

    minuti

  • 00

    secondi

Data

Set 12 2024

Ora

All Day

Archivi

Invia commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading...