12 dicembre 1943: Enrico Basevi e il capitano delle Guardie di Finanza, Argenziano, si impossessano di una notevole quantità di carta filigranata

I GAP, nella notte, tolgono tutti i cartelli stradali sulle vie Casilina, Prenestina e Tuscolana.

Enrico Basevi del FCMR e il capitano delle Guardie di Finanza, Argenziano, si impossessano al Poligrafico dello Stato, in piazza Verdi, di una notevole quantità di carta filigranata. Con questa carta verranno realizzate circa mezzo milione tra carte annonarie contraffatte e  documenti falsi da distribuire alla cittadinanza.[1]

A Roma viene arrestato, sul piazzale di Ponte Milvio, Mariano Buratti[2], azionista operante con la sua banda nel viterbese, sui monti Cimini.

I fornai ricevono l’ordine di panificare a giorni alterni.

Tagliati i cavi telefonici a Prima Porta.

Vengono catturati i partigiani matteottini Mariano e Celestino Natili. Condotti a via Tasso, verranno assassinati alle Ardeatine.

Aldo Pavia

(nella foto Mariano Natili)

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[1] In “Storia della Resistenza romana”, Enzo Piscitelli  porta a conoscenza delle seguenti falsificazioni: 50.000 carte di identità, 3.000 tessere della TODT, 23.000 fogli di avvenuta presentazione ai distretti militari, 15.000 permessi di soggiorno, 85.000 ricevute per il censimento, 33.000 licenze di convalescenza. Si devono aggiungere poi certificati di battesimo, di matrimonio, tessere annonarie e altri documenti vari.

[2] Mariano Buratti (1902 -1944).  Professore di storia e filosofia al liceo Umberto I° di Viterbo. Fucilato a Forte Bravetta. Medaglia d’Oro al Valor Militare.

 

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