Da una lettera di Norberto Bobbio a Leo Valiani, scritta da Torino il 20 aprile 1968: 

 Ormai con la tranquilla coscienza di essere un antifascista, presi contatto negli anni di Camerino con Capitini a Perugia […] ed entrai nel giro del sorgente liberalsocialismo […]. Eravamo, politicamente, sradicati. Nel nostro antifascismo c’era una grossa componente di indignazione morale. Proprio perché eravamo sradicati e moraleggianti, credevamo che dopo il fascismo fosse tutto da ricominciare. Siccome il passato non lo conoscevamo, credevamo che fosse morto. Siccome il liberalismo e il socialismo si erano scontrati in una lotta mortale che aveva generato il fascismo che era a un tempo negazione dell’uno e dell’altro, la salvezza era da cercare non nell’uno o nell’altro ma nella loro sintesi. Più che un programma politico il liberalsocialismo era una teoria filosofica, un concentrato di filosofia della storia e di “filosofia dell’avvenire”. Quali fossero le forze reali, che avrebbero dovuto verificare questa interpretazione filosofica ed estremamente semplificata della futura lotta politica, non credo sia stato mai molto chiaro nella nostra mente. Il movimento liberalsocialista, se davvero si può chiamare movimento (in realtà fu un cenacolo), fu un tirocinio per noi e per i più giovani che venivamo avvicinando. Non più che un tirocinio alla cospirazione e alla futura partecipazione politica. Ci aiutò a prendere coscienza che dal fascismo bisognava assolutamente uscire, ci riabituò alla discussione politica, ci indusse a leggere scrittori politici del passato e fornì una prima seppur debolissima piattaforma per cominciare a tessere un’esile tela di ragno di antifascismo militante di una nuova formazione (non  comunista, non socialista ecc.).



Da una lettera di Leo Valiani a Norberto Bobbio, scritta da Milano il 12 aprile 1991:

Carissimo, grazie per la tua del 25 u.s. Capisco la tua tristezza. Sono malato anch’io […]. Ma, anche se siamo vecchi, dobbiamo tener duro. Il non mollare è una divisa di vita, oltre che di lotta politica. Non possiamo fare più di quanto le nostre forze non consentano, ma quel poco dobbiamo farlo.

Le lettere fanno parte del carteggio Bobbio – Valiani (1954-1994) contenuto nella seconda parte del libro di Giovanni Scirocco «Un possibile strumento di libertà umana». Norberto Bobbio e il socialismo (Biblion, Milano 2025, prefazione di Mario Ricciardi).

 

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