5 giugno 1998 muore Michele Cifarelli

Nato a Bari l’8 agosto 1913, insofferente fin dai tempi del liceo e degli studi universitari in Giurisprudenza, alla retorica politica e alla deriva morale della dittatura fascista, assieme a Fabrizio Canfora e ad altri studenti, Michele Cifarelli forma un cenacolo di studi e di letture. Il gruppo di giovani viene stimolato dal magistero di un maturo letterato socialista, Tommaso Fiore, che li introduce alla conoscenza dell’attività dei fratelli Rosselli e del movimento clandestino “Giustizia e Libertà”. La loro opposizione al regime mussoliniano viene alimentata dalla frequentazione del filosofo Benedetto Croce, che di tanto in tanto li riceve in casa Laterza, o in “libreria”. Nel 1941, questi giovani passano all’azione con la propaganda clandestina e costituiscono, con il mazziniano nome di “Giovane Europa”, uno dei gruppi del movimento Liberalsocialista di Aldo Capitini e Guido Calogero, che si diffonde spontaneamente in altre città italiane.

A Bari vengono elaborati e messi in circolazione scritti e programmi sul futuro postfascista della Patria repubblicana, all’interno di una più grande Patria: l’Europa Unita. Ma gli autori, inquisiti nel 1942 dalla polizia politica, vengono arrestati nel 1943.

Cifarelli, magistrato fin dal 1938, liberato il 28 luglio alla caduta del fascismo, dopo l’8 settembre collabora in Puglia e Lucania alla fondazione del Partito d’Azione e nei Comitati di Liberazione Nazionale. All’arrivo degli Alleati è animatore della libera Radio-Bari, che trasmette oltre l’Adriatico ed il Tirreno, ed è fonte di notizie per Radio-Londra. Intanto alla fine di gennaio 1944 organizza a Bari, come segretario, il primo Congresso nazionale dei C.L.N. delle province liberate. Sono relatori Benedetto Croce, Carlo Sforza, Alberto Cianca, Tito Zaniboni, e Arangio Ruiz.

Subito dopo, diffidato dal regio governo Badoglio di Brindisi per avere manifestato sentimenti repubblicani, si dimette dalla magistratura con motivata protesta. Nominato direttore dell’Ufficio del Lavoro per la Campania ed il Molise, partecipa a Napoli alla rinascita dei sindacati operai. Più tardi, negli anni 1960, sarà presidente del CISS e vice dell ‘ISTIS, istituti che si occupano di servizi sociali anche in campo internazionale. Attivista del Partito d’Azione ne diventa, dal primo congresso di Cosenza fino al secondo di Roma, il segretario organizzativo.

Con la scissione del Partito fonda con Parri e La Malfa il Movimento della Democrazia repubblicana, che nel 1947 confluisce nel P.R.I. Fin d’allora entra nella Direzione Nazionale di questo partito, in cui resterà tutta la vita. Successivamente ne diventerà segretario nazionale organizzativo, vice segretario politico, e vice direttore responsabile de “La Voce repubblicana”.

Quando nel 1960 si profila nel partito PRI una corrente di minoranza, capeggiata da Pacciardi, vi aderisce, ma, quando questi e i suoi amici, nel 1963, lasciano il partito per fondare un altro movimento, rifiuta di seguirli. Impedisce in tal modo un’emorragia dannosa per lo storico piccolo Partito repubblicano. Eguale coerenza mostrerà nel 1989, quando, da deputato nella IX legislatura e Consigliere di Stato, candidato a consigliere della Corte Costituzionale con larga adesione della Camera dei Deputati, rinuncia all’elezione, per disciplina verso altra scelta del PRI. A latere, era presidente dell’Associazione Mazziniana Italiana e dell’Associazione Italia-Israele.

Convinto meridionalista, è relatore nel 1944 a Bari nel primo convegno di studi sull’argomento e, dopo un ventennio, riprende la corrente del pensiero di Gaetano Salvemini, Giustino Fortunato, Umberto Zanotti Bianco, Leopoldo Franchetti, Pasquale Villari. Partecipi di questo rilancio sono Adolfo Omodeo, Guido De Ruggiero, Guido Dorso e Tommaso Fiore. Si unisce a Napoli alla nuova leva di meridionalisti con Francesco Compagna, Guido Macera, Renato Giordano, Vittorio De Capraris, Manlio Rossi Doria, Rosario Romeo; si batte per l’istituzione della Cassa per il Mezzogiorno (convegno ERP e Mezzogiorno, Bari, 1948), divenendone consigliere nel 1950 e vice presidente dal 1963 al 1968.

Convinto europeista, partecipa alla direzione del Movimento Federalista di Altiero Spinelli e di Aldo Garosci; rappresenta il PRI dal 1969 al 1979 nel Parlamento Europeo, presso il Consiglio d’Europa e l’U.E.O.(1983-1987), nonché, dopo, quale vice presidente, nel Consiglio italiano del Movimento Europeo.

Senatore per il Collegio di Trapani nella V Legislatura (presidente del Gruppo misto, nel 1976 presidente della Commissione Pubblica Istruzione e Beni Culturali); nel Collegio di Ravenna nella VI e nella VII (sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura nel IV Governo Rumor e al Commercio con l’Estero nel V governo Andreotti); viene rieletto alla Camera dei Deputati nella IX legislatura nel collegio di Bari-Foggia.

È tra i primi iscritti alla nostra maggiore associazione ambientalista, “Italia Nostra”, e ne diviene, poi, vice presidente e componente della Direzione nazionale; è stato anche presidente del Parco d’Abruzzo (1983).

Eletto Presidente dell’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia (ANIMI), rianima il braccio archeologico con la Società Magna Grecia (1988-1997), e quale direttore del suo periodico, “Atti e Memorie”, prepara il lavoro che renderà possibile la realizzazione Corpus dei pinakes locresi, in 15 tomi.

Alla sua scomparsa, a Roma, il 5 giugno 1998, lascia un imponente archivio sulla storia del Partito d’Azione e del PRI. Il materiale a stampa con articoli, interventi, carteggi preziosi, attività parlamentare e oratoria, è schedato e analizzato dal 1932 al 1949. Il resto è in corso di riordinamento. Di un diario segreto e inedito dal 1934 al 1938 sono stati pubblicati ampi stralci nel libro “Libertà vò cercando…”, a cura di Giancarlo Tartaglia, con prefazione di Piero Craveri (Rubbettino, 2004). In questo libro si trovano notizie degli studi e delle letture della formazione giovanile, nonché i commenti, giorno dopo giorno, di un antifascista mazziniano sulla guerra d’Etiopia e di quella di Spagna, sul riarmo minaccioso dell’Europa e sulle leggi razziali.

Una esemplare vita vissuta con rigore morale in difesa della libertà.

Vittorio Cimiotta

Per approfondire:

Karia Massara, “Il popolo al confino: la persecuzione fascista in Puglia” con prefazione di Michele Cifarelli, Ministero per i beni culturali e ambientali. Ufficio centrale per i beni archivistici, Roma, 1991; Michele Cifarelli, “La strada del Partito repubblicano”, Tipografia A. Raffaelli, Forlì, 1960; Michele Cifarelli, “Rodolfo Morandi e la questione meridionale”, Svimez, Roma, 1976

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