Dall’articolo di Francesco De Martino I compiti della democrazia. III L’ordinamento economico sociale, pubblicato il 5 agosto 1944 su «L’Azione», settimanale del Partito d’Azione, edizione meridionale dell’Italia Libera.

La coscienza civile di Europa, dopo tanto servaggio e tanta amara esperienza di tirannidi reclama ardentemente il rispetto della libera personalità umana. Distruggiamo le classi, fattori di discordia ed eventualmente di oppressione, ma distruggiamole esaltando la libertà umana. La democrazia può adempiere ai suoi compiti di rinnovamento con il gioco delle sue istituzioni, essa può compiere una profonda rivoluzione del sistema economico. Lo può, a condizione di svincolarsi dalle sue tradizioni individualistiche. Lo può se diventi chiaro che la libertà umana non è incompatibile con una economia collettiva, ma anzi è da questa più seriamente garantita […]. La rivoluzione morale, che la democrazia deve compiere dentro di sé, è ben più radicale e grandiosa della rivoluzione di minoranze, particolarmente selezionate, le quali si impongono alle masse inconsapevoli. La democrazia deve difendere la libertà umana, deve favorire il perenne bisogno di ascendere verso la libertà. Ma la difesa della libertà, che è poi la difesa dell’uomo, si compie difendendo risolutamente la giustizia per il popolo. Se occorre, anche con una posizione più estremista dello stesso socialcomunismo. Il secolo decimonono si chiuse in passivo ed in fallimento, perché svolse soltanto i freddi motivi del raziocinante individualismo: il secolo nostro potrà attuare una nuova libertà nella giustizia.


Dall’articolo di Pasquale Schiano Federal Union, pubblicato il 19 agosto 1944 su «L’Azione», settimanale del Partito d’Azione, edizione meridionale dell’Italia Libera.

Le tremende conseguenze di questa guerra più che mai devastatrice, le iperboliche cifre indicative di vite umane e di ricchezze distrutte, le enormi sofferenze e privazioni – cui sono costrette a soggiacere anche le popolazioni lontane dalle zone di combattimento vero e proprio – ci costringono a profonde meditazioni per l’avvenire. Preoccupazioni del genere sentirono già da tempo eminenti uomini d’Italia e di Francia. Un po’ dappertutto oggi si sente la necessità di creare un organismo internazionale atto ad allontanare definitivamente le cause che provocano i grandi conflitti. Enti filantropici ed animi eletti, infatti, manifestano questa necessità e dimostrano di essere intimamente travagliati da questo gigantesco problema. Fra questi movimenti che hanno portato a conoscenza del pubblico un sì lodevole proposito, con proposte concrete, merita particolare menzione la Federal Union di Londra […]. Dopo esaminata la proposta, in definitiva, non solo ci dichiariamo entusiasti divulgatori, ma precisiamo ancora che fin da ora intendiamo essere propugnatori di un’aperta collaborazione allo studio e perfezionamento del programma su esposto – secondo i sani criteri della Democrazia. Epperò, da oggi apriamo la libera discussione non solo sulla idea programmatica fondamentale ma sulla costituzione e sullo statuto che dovranno regolare il funzionamento dell’Unione ed i diritti degli Stati membri, come si è detto. Tenendo conto della eccezionale importanza dell’argomento siamo sicuri che ciascuno darà il proprio contributo.   

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