In quei giorni, quando ancora i colpi di cannone echeggiavano sopra le nostre vie, molti si domandavano: ed ora? Che cosa si fa? A quale idea ci si volge? Quali sono i programmi dei partiti? Insomma si voleva che la libertà fosse non soltanto il fatto negativo di non avere più innanzi e di contro dei duri tiranni, ma un fatto positivo: che la libertà svolgesse sé stessa, tirando fuori idee e trasformazioni pratiche della realtà sociale. La vera libertà è la libertà che costruisce, la libertà che via via risolve problemi circostanti. E un problema capitale apparve senz’altro quello di «orientarsi».

Usciti da vent’anni di dittatura, quando un uomo pensava per tutti e non sbagliava mai, l’urgenza e il peso delle necessità pratiche e amministrative, dal lavoro ai prezzi, dai cibi alle case, non ci impedisce dal porre con interesse vivissimo, proprio centrale all’animo nostro, il problema dell’orientamento. Orientamento che può risultare da più elementi, e principalmente da questi:

1° – conoscere la situazione attuale del nostro paese e del mondo, i fatti avvenuti di recente, le forze in movimento. Il regime fascista ha tenuto, nel complesso, gl’italiani in uno stato di ignoranza nazionale e internazionale. E quando si vuol tenere gli altri nell’ignoranza si finisce col cadere nell’ignoranza anche noi stessi […]. Dunque un elemento essenziale per orientarsi è conoscere come stanno le cose, la situazione nazionale e internazionale in tutti i suoi aspetti;

2° – un altro elemento è quello di conoscere le teorie che oggi (lasciando andare quelle di mille o duemila anni fa) si propongono di agire sulla situazione nazionale e internazionale, di promuovere trasformazioni, di influire sui fatti, di creare dei fatti nuovi, che meglio rispondano al nostro bisogno, alle nostre esigenze. E siccome queste teorie vengono formulate dai partiti e vengono applicate nei movimenti politici e sociali, ecco la necessità di conoscere queste teorie, questi movimenti, di sapere che cosa significano, per esempio, questi termini oggi così in uso, come socialismo, laburismo, marxismo, ecc.; se c’è dietro qualche cosa che si riferisce a nostri bisogni attuali. Il termine che più di ogni altro richiede una spiegazione è quello di libertà, parola la più usata oggi nel mondo, ma che bisogna pur guardare in faccia e vedere se essa può soddisfare le nostre esigenze, se insomma la libertà scende dal cielo ad essere la nostra libertà, e si svolge e concreta nella nostra vita reale;

3° – un altro elemento di orientamento è dunque il prender coscienza di ciò che vogliamo, il veder chiaro non solo fuori di noi, ma anche dentro di noi […] e vogliamo non conoscere per conoscere, ma conoscere per fare; e veder chiaro dentro di noi, significa osservare quali sono le nostre esigenze anche più intime, e muovere nella vita e nel mondo per cercare di concretarle.

Se questi tre sono elementi principali di orientamento, esso è risultato non solo di uno studio, ma anche di sentimento, di volontà. Pensiero e cuore, fatti eterni e animo intimo, l’individuo e gli altri, la cultura e il lavoro, gl’intellettuali e il popolo, tutti devono confluire, incontrarsi, fondersi, in una base comune. Così è sorto a Perugia in questo luglio il Centro di orientamento sociale.

Da I Centri di Orientamento Sociale, articolo non firmato (di Aldo Capitini), in Corriere di Perugia, organo del CLN provinciale, anno I, n. 3, 29 luglio 1944. Contenuto in Lanfranco Binni (a cura di), Il potere è di tutti. Il “libretto rosso” di Aldo Capitini, Il Ponte Editore, Firenze 2026.

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