26 gennaio 1944: Marco Moscati, ebreo romano entrato nella resistenza, salva la vita al partigiano Vittorio Alinari

Al comando di Pino Levi Cavaglione, una squadra di patrioti lancia chiodi a quattro punte e spara contro una autocolonna tedesca. Nel corso dello scontro Marco Moscati[1], ebreo romano entrato nella resistenza, salva la vita al partigiano Vittorio Alinari di Albano, ferito al femore. Marco Moscati verrà poi assassinato alle Ardeatine.

Viene arrestato Giuseppe Celani, funzionario dell’Annona, che distribuiva false carte annonarie.

Vengono arrestati anche l’avvocato Carlo Zaccaglini e Mario Magri. Verranno tutti assassinati alle Ardeatine.

Aldo Pavia

(nella foto Marco Moscati)

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[1] Marco Moscati. Ebreo, caposquadra e aiutante di Pino Levi Cavaglione. Dopo aver combattuto ai Castelli fino al febbraio 1944, destinato poi dal Comando delle Brigate Garibaldi nel comune di Palestrina. Prima della partenza per la nuova destinazione, arrestato a Roma dai fascisti il 20 o 22 marzo 1944, in piazza Panico, ove si era recato per ritirare alcune armi. Non fu possibile, quando si scoprì l’orrore delle Ardeatine, riconoscere la sua salma. Riconosciuta nel 2011, grazie agli esami del DNA.

 

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Gen 26 2025

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