28 dicembre 1943: Mario Fiorentini, dei GAP centrali, da solo e in bicicletta, lancia uno spezzone davanti al corpo di guardia di Regina Coeli

Mario Fiorentini, dei GAP centrali, da solo e in bicicletta passa davanti al corpo di guardia del carcere di Regina Coeli[1]. Si ferma e getta uno spezzone. Poi fugge, sempre in bicicletta, sfuggendo agli spari. Trovando riparo presso la libreria antiquaria di Fernando Bertoni. 7 i militari morti e 20 i feriti. Molti quartieri di Roma sono bombardati dagli Angloamericani. Vengono affissi i manifesti per il censimento della popolazione.[2] Viene arrestato Roberto Forti.

A Campegine (Reggio Emilia) vengono fucilati i sette fratelli Cervi.

Aldo Pavia

(nella foto Mario Fiorentini)

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[1] Erano pronti ad intervenire Carla Capponi, Lucia Ottobrini, Rosario Bentivegna, Franco di Lernia.

[2] La popolazione romana tese una rete di protezione introno ai suoi uomini. Scriverà Elsa De Giorgi nel suo libro “I coetanei “  che al censimento la popolazione romana risultava d’un 90% femminile, e per il 10% maschile e composta unicamente da undicenni e da ottuagenari. Della sparizione degli uomini romani, testimonierà anche Carlo Trabucco, nel suo libro “La prigionia di Roma” : “Non esistono più uomini nelle telefonate delle donne romane”.

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