27 agosto 1943 Altiero Spinelli fonda il Movimento Federalista Europeo

Altiero Spinelli nasce a Roma il 31 agosto 1907. E’ il padre, socialista, che lo inizia giovanissimo al suo interesse per i problemi politici e sociali. Ma dopo la fondazione del Partito comunista, sceglie la militanza in questo partito, che ritiene più efficace ad opporsi al sorgere e affermarsi del fascismo. Già all’età di 17 anni, terminato il liceo, si iscrive alla facoltà di legge all’Università di Roma e contemporaneamente alla Sezione comunista del quartiere Trionfale della città. Per le sue capacità politiche ed organizzative – apprezzate anche da Antonio Gramsci – diventa presto segretario della Sezione, poi segretario della Federazione del Lazio e successivamente segretario interregionale. Trasferito con gli stessi incarichi a Milano, perché già denunciato per la sua attività antifascista, il 3 giugno del 1927, a soli venti anni, viene arrestato e condannato dal Tribunale Speciale per la difesa dello Stato a sedici anni e otto mesi, che sconterà dieci anni nei carceri di Roma, Lucca, Viterbo e Civitavecchia, e sei anni al confino di Ponza e Ventotene. Durante gli anni del carcere, matura il distacco dal Partito comunista, che diviene definitivo negli anni dei sanguinosi processi staliniani contro i dissidenti del regime, con l’espulsione dal Partito, durante il confino a Ponza.

Trasferito a Ventotene, nel 1939, dopo un’approfondita elaborazione, cui partecipa un piccolo gruppo di confinati, soprattutto Eugenio Colorni, scrive, in collaborazione con Ernesto Rossi, il Manifesto per un’Europa libera e unita (noto poi come Manifesto di Ventotene), il documento di base del federalismo europeo.

Caduto il Fascismo il 25 luglio 1943, viene liberato e rientrato a Roma il 19 agosto, solo dopo otto giorni fonda a Milano, con alcuni compagni del confino, di reduci dalle carceri e dalla cospirazione antifascista, il Movimento Federalista Europeo, la forza politica che doveva realizzare i principi fissati nel Manifesto.

Dopo la firma dell’armistizio, l’8 settembre 1943, per sfuggire all’arresto, come altri antifascisti, si rifugia in Svizzera, dove a Ginevra organizza una serie di riunioni con rappresentanti di altri Paesi, al termine delle quali viene approvata una risoluzione federalista che sarà la base di alcuni programmi della Resistenza europea, soprattutto in Francia.

Rientrato clandestinamente in Italia, a Milano, chiamato da Leo Valiani e Ferruccio Parri alla segreteria del Partito d’Azione, partecipa alla Resistenza nel Comitato di Liberazione Alta Italia, redigendo, tra l’altro, alcuni importanti documenti del Partito.

Terminata la guerra è l’animatore di importanti azioni nel tentativo di realizzare la Federazione europea, in particolare a sostegno della Comunità Europea di Difesa (CED), ma dopo il suo fallimento – e il successivo lancio di una nuova iniziativa popolare, il Congresso del popolo europeo – nel 1962 Spinelli lascia tutte le cariche federaliste.

Dal 1962 al 1965 fa parte dell’Associazione di cultura e di politica ‘il Mulino’ e della redazione della rivista; dal 1962 al 1966 è visiting Professor al Centro di Bologna dell’Università Johns Hopkins, ove tiene corsi sulla Comunità europea. Nel 1963 crea il Comitato italiano per la democrazia europea (CIDE) e nel 1965 fonda l’Istituto Affari Internazionali (IAI); dal dicembre 1968 al luglio 1969 è consulente per gli affari europei del ministro degli esteri Pietro Nenni.

Dal 1970 al 1976 è membro della Commissione europea, che tenta di trasformare nel vero motore politico del processo di integrazione sopranazionale, promuovendo importanti documenti sia sui problemi istituzionali, sia nel campo delle politiche regionale, agricola, ambientale e monetaria.

Nel giugno 1976 viene eletto deputato come indipendente nelle liste del PCI, e nello stesso anno viene nominato al Parlamento Europeo. Nel 1979 gli è riconfermato il mandato sia al Parlamento italiano, sia al Parlamento Europeo eletto per la prima volta a suffragio universale. Nel luglio 1980 promuove l’iniziativa istituzionale del Club del Coccodrillo, che porta alla formulazione del Progetto di Trattato di Unione Europea, approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento Europeo il 14 febbraio 1984, ma ignorato completamente dai successivi Vertici dei Capi di Stato e di Governo di Milano e Lussemburgo. Rieletto nel 1984 al Parlamento Europeo, rilancia nella primavera del 1986 una nuova iniziativa costituente, ma qualche giorno dopo, il 23 maggio 1986, muore in una clinica romana a seguito di una grave malattia che si era manifestata già dal 1975.

Edmondo Paolini

Per approfondire si vedano i suoi scritti:

“Il linguaggio notturno” a cura di Luciano Angelino, Il melangolo, Genova, 2006; “Europa terza forza: politica estera e difesa comune negli anni della guerra fredda: 1947 – 1954” a cura di Piero Graglia, Il mulino, Bologna, 2000; “La rivoluzione federalista: 1944 – 1947” a cura di Piero Graglia, Il mulino, Bologna, 1996; “Come ho tentato di diventare saggio”, Bologna, Il mulino, 1988 e ora anche in Mondadori, Milano, 1993; “Machiavelli nel secolo 20°: scritti del confino e della clandestinità: 1941 – 1944” a cura di Piero Graglia, Il mulino, Bologna, 1993; “Diario europeo” (3 vol.) a cura di Edmondo Paolini, Il mulino, Bologna, 1989 – 1992; “La crisi degli stati nazionali: Germania, Italia, Francia”, Il mulino, Bologna, 1991; “Io, Ulisse”, Il mulino, Bologna, 1984; “Il Manifesto di Ventotene”, Il mulino, Bologna, 1991; “L’Europa tra Est e Ovest” a cura di Cesare Merlini, Il mulino, Bologna, 1990; “Una strategia per gli Stati Uniti d’Europa” a cura di Sergio Pistone, Il mulino, Bologna, 1989; “Discorsi al Parlamento europeo” a cura di Pier Virgilio Dastoli, Il mulino, Bologna, 1987; “La goccia e la roccia” a cura di Edmondo Paolini, Il mulino, Bologna, 1987; “Il progetto europeo”, Il mulino, Bologna, 1985; “La mia battaglia per un’Europa diversa”, Lacaita, Manduria, 1979; “L’avventura europea”, Il mulino, Bologna, 1972; “Il lungo monologo” edizioni dell’ateneo, Roma, 1968; “Rapporto sull’Europa”, Edizioni di Comunità, Milano, 1965; “L’Europa non cade dal cielo”, Il mulino, 1960

Si vedano inoltre gli studi su di lui:

“Altiero Spinelli: il federalismo e la Resistenza” a cura di Cinzia Rognoni Vercelli, Paolo G. Fontana, Daniela Preda, Il mulino, Bologna, 2012; “Altiero Spinelli: il pensiero e l’azione per la federazione europea: atti del Convegno Aspetti fondamentali del pensiero e dell’azione federalista di Altiero Spinelli (Torino 6 – 7 dicembre 2007)” a cura di Umberto Morelli, Giuffré, Milano, 2010; Piero Graglia “Altiero Spinelli”, Il mulino, Bologna, 2008; Piero Graglia “Unità europea e federalismo. Da Giustizia e libertà ad Altiero Spinelli”, Il mulino, Bologna, 1996; “Altiero Spinelli e l’unificazione dell’Europa” a cura di Edmondo Paolini, Tip. Della Valle, Roma, 1991

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