16 ottobre 1943: il rastrellamento degli ebrei romani inizia alle 5.30

Rastrellamento degli ebrei romani. La “Razzia del Ghetto” inizia alle 5.30  attorno a via Portico d’Ottavia, via Arenula e Teatro Marcello. Anche nel resto della città inizia, in tutte le 26 zone operative in cui il comando tedesco l’ha divisa,  la “caccia all’ebreo”. Tutti i rastrellati vengono concentrati al Collegio Militare in via della Lungara. Dopo una prima selezione, sono 1.023 gli ebrei, donne, bambini, uomini, giovani e vecchi che il 18 ottobre, dalla stazione Tiburtina partono, in vagoni piombati, alla volta di Auschwitz-Birkenau. I bambini deportati sono 244, il più piccolo, figlio di Marcella Perugia nato il giorno prima della partenza. 188 gli anziani, nati prima del 1884. La più anziana, Rachele Livoli di 90 anni. Al loro arrivo a Birkenau, entrano nel campo solo 149 uomini e 47 donne. Tutti gli altri vengono inviati immediatamente alle camere a gas. Delle donne tornerà la sola Settimia Spizzichino[1]. 16 gli uomini che faranno ritorno alle loro case.

Prima della liberazione di Roma ne verranno catturati, soprattutto dietro delazione dai fascisti, e deportati altri 1.000.

Aldo Guadagni, impiegato della TE.TI, di Bandiera Rossa e capocellula, arrestato il 13 ottobre, viene ucciso con due colpi alla nuca e gettato dal quarto piano di via Tasso, per fingere un suicidio.

Il CLN approva un Ordine del giorno in cui si chiede la sostituzione del governo Badoglio, al quale si rifiuta obbedienza, con un governo straordinario “espressione di quelle forze politiche che hanno costantemente lottato contro la dittatura fascista e fino dal settembre 1939 si sono schierate contro la guerra fascista”. Per quanto riguarda il destino della monarchia l’Ordine del giorno si impegna a: “convocare il popolo, al cessare delle ostilità, per decidere sulla forma istituzionale dello Stato”. Combattimenti sulla via Flaminia.

Aldo Pavia

(nella foto il rastrellamento del Ghetto di Roma)

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[1] Settimia Spizzichino (1921-2001) ebrea romana, era nata in via Porta Leone, una viuzza del ghetto. Al momento dell’arresto abitava in via della Reginella 2. Con lei vennero deportate la madre Grazia e le sorelle Giuditta e Ada e la figlia di Ada che vennero uccise al loro arrivo nel lager. Sfuggirono alla razzia il padre Marco, le sorelle Gentile e Enrica, il fratello Pacifico.

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Ott 16 2024

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