12 novembre 1998 muore Vindice Cavallera

Vindice Cavallera nasce a Genova il 9 giugno 1911. Figlio del deputato socialista Giuseppe Cavallera, (1873-1952, uno dei protagonisti della storia del socialismo e del sindacalismo italiani, deputato e senatore) aderì a GL nel 1931.

Arrestato nel gennaio 1932 con Mario Andreis e Luigi Scala, fu assolto dal Tribunale Speciale. Si trasferì a Roma, dove si laureò in giurisprudenza.

Nel maggio del 1935 fu arrestato per attività antifascista nel corso di una operazione di polizia, (nella quale fu arrestato anche Vittorio Foa) e condannato a 8 anni di detenzione. In carcere si sposò con Titti, che gli rimase accanto per tutta la vita. Dopo 5 anni di detenzione venne convocato dal direttore del carcere e gli venne comunicato che era stato rimosso dal grado di sottotenente degli alpini di complemento e richiamato come soldato semplice, posto in libertà provvisoria e inserito in un reparto in partenza per il fronte greco.

Esaurito il ciclo operativo il battaglione rimpatriò e Vindice venne smobilitato e posto in libertà. Disoccupato e sorvegliato dalla polizia fascista, fu aiutato dal conte Carandini, genero di Albertini, che gli offrì un lavoro nell’azienda agricola di Torre in Pietra. In questo periodo riprese i contatti con esponenti dell’ala militare del Partito d’Azione e dopo l’8 Settembre preparò un primo lancio di esplosivi sul lago di Martignano e organizzò i primi reparti di GL.

Nel novembre del ’43 in seguito di una spiata venne arrestato nuovamente, interrogato da Kappler e detenuto a Regina Coeli. In carcere riuscì a farsi aggregare ad un gruppo di detenuti destinati alla deportazione come semplici lavoratori. A Viterbo, dove il convoglio fece tappa, riuscì a farsi rilasciare con la complicità di un medico tedesco.

Ritornò a Roma con mezzi di fortuna e riprese il suo posto nella lotta nei reparti del Pd’A. Dopo la guerra continuò a militare nell’area laico-socialista, fino all’adesione al PSI nel 1968. Morì a Saluzzo il 12 novembre 1998.

Il ricordo di Vindice Cavallera e del suo deciso anticonformismo tipico degli azionisti, non disposti a transigere con se stessi e con la propria coscienza, rimane indelebile nelle persone che lo hanno conosciuto.

Francesca e Giorgio Parri

Per approfondire:

“Vindice Cavallera: una lunga battaglia contro il fascismo (1931-1945)”, in “Il presente e la storia : rivista dell’Istituto storico della Resistenza in Cuneo e provincia”, n.70, 2006; Gildo Fossati, “Antifascismo di Cuneo – Vindice Cavallera”, in “Caratteri della resistenza Cuneese”, Cassa di Risparmio di Cuneo, Cuneo, 1994; Marco Leporatti, “Breve profilo storico della Resistenza romana”, con presentazione di Vindice Cavallera, ANPI, Roma, 1980

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