10 dicembre 1943: nello studio dell’avvocato Carboni, in via della Mercede, vengono arrestati alcuni carabinieri, poi assassinati alle Ardeatine

Con una circolare inviata a tutte le bande militari di Roma e dell’Italia occupata, il colonnello Montezemolo fissa le direttive per l’organizzazione e per la condotta della guerriglia da parte del Fronte Clandestino Militare.[1] Attacco a automezzi tedeschi a Piazza Verdi e in via Padova.

Viene eliminato il fascista Cristofaro Umena.

Nello studio dell’avvocato Carboni, in via della Mercede, vengono arrestati il brigadiere Candido Manca,[2] il tenente Federico Fontana e il tenente Romeo Rodriguez Pereira, tutti carabinieri. Verranno assassinati alle Ardeatine.

Vengono arrestati dalle SS Enzio Malatesta[3], Ettore Arena[4], Ottavio Cirulli[5]  Carlo Merli[6], Gino Rossi e Antonio Nardi.

Le SS in un locale di piazza Barberini arrestano Gerardo De Angelis.[7]

Aldo Pavia

(nella foto Candido Manca)

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[1] Montezemolo trasmise la circolare 333/Op, ricevuta da Bari.

[2] Candido Manca (1907-1944). Dipendente del Ministero dei lavori pubblici. L’8 settembre 1943 brigadiere dei Carabinieri, nella squadra Guardie Reali. Sfuggito all’arresto dei Carabinieri da parte dei tedeschi il 7 ottobre 1943. Rinchiuso per tre mesi nelle celle di via Tasso. Assassinato alle Ardeatine.  Medaglia d’Oro al Valor Militare.

[3]  Enzio Malatesta (1914-1944), nato ad Apuania. Figlio del deputato socialista Alberto Malatesta. Insegnante al Liceo Parini di Milano. Giornalista, direttore della rivista “Cinema e Teatro”. Nel 1940 a Roma, capo redattore del “Giornale d’Italia”. Organizzatore delle “bande esterne” di Bandiera Rossa nel Lazio. Su delazione viene arrestato nella sua casa di via Cairoli. Fucilato a Forte Bravetta. Medaglia d’Oro al Valor Militare.

[4]  Ettore Arena (1923-1944). Elettricista nella Marina Militare. Dopo l’armistizio, da Venezia raggiunge i suoi familiari a Roma. Entra nelle file di Bandiera Rossa. Condannato a morte. Medaglia d’Oro al Valor Militare.

[5] Ottavio Cirulli (1906-1944). Calzolaio. Nato a Cerignola, padre di cinque figli. Comunista cattolico. Per evitare il confino emigrò  in Unione Sovietica. Tra i primi aderenti a Bandiera Rossa. Fece attivamente propaganda, nascose prigionieri inglesi e armi nel palazzo in cui abitava. Arrestato per delazione a casa di Malatesta. Condannato a morte, fucilato a Forte Bravetta.

[6] Carlo Merli (1913-1944). Milanese, giornalista. Condannato a morte per “partecipazione a banda armata”. Fucilato a Forte Bravetta il 2 febbraio 1944.

[7] Gerardo De Angelis (1894-1944). Padre di quattro figli, giunto a Roma per dedicarsi al cinema. Fonda una società cinematografica, la Gedea Film. Tra i primi a organizzare la Resistenza romana, con il gruppo “Pensiero e Azione”.

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