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SUMMARY:5 ottobre 1943: partigiani di Bandiera Rossa attaccano una colonna tedesca a Ponte Milvio
DESCRIPTION:Nella notte tra il 4 e il 5 ottobre, una banda di Bandiera Rossa  guidata da Vincenzo Guarniera[1] attacca una colonna tedesca a Ponte Milvio. Uccise due sentinelle e fatti saltare in aria quattro autocarri, di cui uno pieno di munizioni.  I tedeschi attribuiscono l’azione a paracadutisti americani.\nViene stampato clandestinamente il primo numero di “Bandiera Rossa”, organo del Movimento Comunista d’Italia. Della sua redazione fanno parte i fratelli Carlo e Matteo Matteotti[2].\nViene arrestato Manfredi Talamo[3].\nNella notte una squadra Matteotti disarma in piazza Zanardelli un repubblichino che organizzava azioni antipartigiane.\nUna bomba viene lanciata contro la sede della radio in via del Babuino.\nPartigiani attaccano una scorta tedesca all’aeroporto di Centocelle.\nStudenti e operai insorgono a Lanciano. Muoiono combattendo 11 giovani. Tra loro Nicolino Trozzi di 15 anni.\nAldo Pavia\n(nella foto Matteo Matteotti)\n______________________________________________________\n[1] Vincenzo Guarniera, romano, nato nel rione di Ponte Parione. Negli anni ’30 deferito al Tribunale speciale per attività antifascista, prosciolto. Motorista sul sommergibile “Goffredo”, poi in aeronautica nella Seconda guerra mondiale. Decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare e promosso maresciallo. Si dà  alla clandestinità dopo l’8 settembre, aderendo a Bandiera Rossa. Su di lui i tedeschi pongono una taglia di 1.500.000 lire. Dopo la liberazione di Roma si impegna nella Resistenza a Firenze. Decorato, motu proprio, da Umberto di Savoia, Luogotenente del Regno, di Medaglia d’Oro al Valor Militare. Medaglia che gli viene revocata il 24 aprile 1950.\n[2] Matteo Matteotti (1921-2000). Quando i fascisti, il 10 giugno 1924, assassinarono suo padre, il deputato socialista Giacomo Matteotti, aveva tre anni.  Studia al liceo Mamiani e si laurea in Scienze politiche. Sempre sottoposto, con il fratello Giancarlo e la sorella Isabella ad ossessiva sorveglianza. Ne 1943 entra in clandestinità con Eugenio Colorni. Commissario politico di una  brigata partigiana.\n[3] Manfredi Talamo (1895-1944). Tenente colonnello.  Nel 1938 ufficiale dei Carabinieri assegnato al SIM (Servizio Informazioni Militari). Nel 1942 scopre il doppio gioco di un alto ufficiale nazista. Fatto che irrita ferocemente Kappler. Dopo l’8 settembre 1943 entra nella Resistenza, nel Fronte Clandestino Militare. Dopo l’arresto lo stesso Kappler lo fa includere nell’elenco di coloro che verranno assassinati alle Ardeatine. Medaglia d’Oro al Valor Militare.\n
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